Il marciume delle olive, noto in letteratura anche come dalmatiosi o “escudete”, è un’alterazione della drupa che si sviluppa in stretta relazione con le punture di ovideposizione della mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) e con l’attività di un piccolo dittero, la Prolasioptera berlesiana. Colpisce soprattutto gli oliveti destinati alla produzione di olive da tavola, ma le osservazioni di campo di questa campagna ne segnalano la presenza anche su cultivar da olio.
Cos’è la Prolasioptera berlesiana e come si lega alla mosca dell’olivo
La Prolasioptera berlesiana è un piccolo dittero della famiglia Cecidomyiidae. La femmina è fortemente attratta dalle punture di ovideposizione della mosca dell’olivo e depone le proprie uova in prossimità delle punture effettuate da B. oleae.
Da questa relazione nasce un effetto potenzialmente utile: la larva della cecidomia può predare l’uovo della mosca dell’olivo, contribuendo al contenimento della popolazione del fitofago.
Un predatore che può favorire il marciume della drupa
La stessa interazione, però, può aprire la strada a un problema diverso. Studi sperimentali hanno documentato il ruolo della P. berlesiana nella diffusione e inoculazione di funghi nelle ferite presenti sulla superficie dell’oliva, in particolare l’associazione con Botryosphaeria dothidea, agente della cosiddetta “escudete” o malattia dalmatica.
Ne risulta un equilibrio ambiguo: la cecidomia può contribuire alla mortalità delle uova di Bactrocera oleae, ma la stessa attività può favorire l’insediarsi di infezioni fungine nelle drupe. La letteratura italiana aveva già segnalato questa relazione, sottolineando che l’utilità della Prolasioptera va valutata caso per caso, in base all’entità dell’infestazione della mosca, all’indirizzo produttivo dell’oliveto e alle condizioni colturali. Non è quindi corretto classificarla semplicemente come insetto utile: il suo ruolo va letto all’interno del sistema mosca-cecidomia-fungo nel suo complesso.
Perché il problema pesa di più sulle olive da tavola
Nelle olive da mensa anche una quota relativamente contenuta di frutti colpiti può tradursi in una perdita commerciale significativa, perché il requisito di base è la disponibilità di drupe sane e integre. Per questo le cultivar da tavola richiedono un monitoraggio specifico e precoce, distinto dal semplice controllo della presenza della mosca.
Sintomi da monitorare in campo
Nelle drupe da tenere sotto osservazione vanno considerati in particolare:
- punture di Bactrocera oleae
- piccole aree depresse o necrotiche
- imbrunimenti della polpa
- progressivo rammollimento dei tessuti
- marciume e successiva mummificazione della drupa
- cascola anticipata
La presenza della mosca, quindi, non va valutata solo in termini di uova e larve vive, ma anche considerando le possibili conseguenze secondarie delle sue punture.
Attenzione anche sulle cultivar da olio quest’anno
Tradizionalmente questa problematica è stata associata soprattutto alle cultivar da tavola, come l’Ascolana Tenera. Le osservazioni di campo di questa campagna, tuttavia, mostrano una presenza del problema anche su cultivar destinate alla produzione di olio: la comparsa di olive con sintomi di marciume non va più considerata un fenomeno esclusivo delle varietà da mensa.
Indicazioni operative per il monitoraggio
Negli oliveti a prevalenza di cultivar da tavola è opportuno effettuare un monitoraggio mirato delle drupe, distinto dal semplice controllo della presenza della mosca dell’olivo.
Negli oliveti da olio, in particolare dove quest’anno si osservano numerose punture di mosca associate a fenomeni di marciume, è opportuno verificare attentamente la sintomatologia prima di escludere il problema.
Se nell’appezzamento sono presenti solo poche piante di cultivar da tavola, il loro campionamento non va usato automaticamente come rappresentativo dell’intero oliveto: la suscettibilità varietale e la destinazione produttiva possono modificare in modo significativo la valutazione del danno.
Domande frequenti
La Prolasioptera berlesiana è un insetto utile o dannoso per l’olivo?
Nessuna delle due definizioni da sola è corretta. La sua larva può predare le uova della mosca dell’olivo, ma la stessa attività può favorire infezioni fungine nella drupa, in particolare da Botryosphaeria dothidea. Il suo ruolo va valutato caso per caso, in base a infestazione di mosca, indirizzo produttivo e condizioni colturali dell’oliveto.
Come si riconosce il marciume delle olive in campo?
I segnali principali sono punture di mosca dell’olivo associate a piccole aree depresse o necrotiche, imbrunimenti della polpa, rammollimento dei tessuti, marciume con successiva mummificazione della drupa e cascola anticipata.
Il marciume delle olive riguarda solo le olive da tavola?
No. È tradizionalmente più critico sulle cultivar da tavola per l’impatto diretto sulla qualità commerciale, ma le osservazioni di campo di questa campagna ne segnalano la presenza anche su cultivar destinate alla produzione di olio, che quindi non vanno escluse dal monitoraggio.
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