Ciao mondo!

Caolino e propoli contro la mosca olearia: quest’anno la sperimentazione entra in un’azienda vera

L’anno scorso, a Nocciano — un paese in provincia di Pescara — abbiamo chiuso il primo anno di una prova sul terreno di Camillo Calore, aiutato dall’amico Giovanni Ruscitti. È stata una prova che abbiamo raccontato sul blog dell’azienda che ci ha fornito il caolino e che abbiamo presentato ad Enoliexpo 2026. Oggi ci teniamo a riprenderne qui i contenuti, prima di andare avanti. Abbiamo creato e sperimentato un protocollo a base di caolino e propoli, con obiettivi più ampi del contrasto alla sola mosca olearia.

Come oramai è risaputo, il caolino è una argilla, commercializzata come corroborante e volevamo capire, a seguito della lettura di due articoli scientifici, se fossimo in grado di ripetere i risultati e comprendere se il caolino aiutasse anche a mitigare lo stress idrico, ridurre la cascola, far ingrossare le drupe, migliorare il contenuto in polifenoli.

Sul fronte mosca, il dato di inizio settembre 2025 parla chiaro: sulle piante trattate il 95% delle drupe di ascolana tenera è arrivato sano, contro un danno storico del 70% registrato negli anni senza protocollo. Non un dato di laboratorio: un dato di campo, raccolto pianta per pianta, in un’annata reale con la sua pressione di mosca.

Quest’anno l’uliveto di Nocciano lo lasciamo a sé stesso, senza trattamenti. Ci serve come termine di paragone: per capire quanto di quel risultato dipendesse davvero dal protocollo e quanto dall’andamento della stagione.

Il protocollo, quest’anno, lo portiamo altrove: dentro un’azienda vera, con le sue urgenze e i suoi numeri. È l’Azienda Agricola Blasiotti, a Loreto Aprutino, condotta da due fratelli che portano avanti l’olivicoltura di famiglia lavorando in monovarietale su Carpinetana e Dritta. Il campo su cui interveniamo è un ettaro di Dritta: fino a oggi due trattamenti di solo caolino al 3% e, ieri, un terzo trattamento di caolino e propoli. A oggi, nessun danno da mosca olearia visibile.

È un passaggio che conta: lo stesso protocollo di Nocciano, calato per la prima volta in un contesto aziendale invece che puramente sperimentale. Una cosa è vedere un protocollo funzionare in una prova controllata, un’altra è vederlo reggere dentro il calendario di lavoro reale di un’azienda, con tutto quello che comporta in termini di tempi, mezzi e decisioni da prendere in campo.

Da qui in avanti vi terremo aggiornati, trattamento dopo trattamento, fino alla raccolta: cosa vediamo sulle piante, come si comporta il protocollo, cosa cambieremmo. Niente promesse premature — solo quello che osserviamo, con la stessa onestà con cui abbiamo raccontato il primo anno di Nocciano. Anche se dovesse andare storto.

Ci è sembrato il modo giusto per aprire Pensa Facile: non con una dichiarazione di intenti, ma con un pezzo di campo vero, ancora in corso, che potete seguire insieme a noi. Perché è questo che vorremmo fosse questo spazio: un posto dove le cose si raccontano mentre succedono, non dopo, quando è comodo.

A presto!

Lascia un commento