Settembre è un momento interessante per tornare a mettere mano alla chioma dell’olivo. Quando parliamo di potatura verde, l’attenzione non dovrebbe concentrarsi soltanto sull’eliminazione dei polloni alla base del tronco: in questo periodo è importante osservare l’intera struttura dell’albero e intervenire anche sui succhioni sviluppatisi durante la stagione vegetativa.
Ma c’è un aspetto ancora più interessante: i succhioni raccontano molto di quello che è successo durante la potatura invernale. Il loro numero, la vigoria e soprattutto dove sono comparsi possono diventare una vera e propria chiave di lettura dell’albero. Una presenza eccessiva può indicare un equilibrio vegetativo alterato o una gestione dei tagli invernali non corretta; la loro posizione può invece dirci qualcosa sulla risposta delle branche e sulla distribuzione delle risorse all’interno della chioma.
Quindi la potatura verde smette di essere una semplice operazione di “pulizia”: diventa uno strumento di lettura e di progettazione. Un succhione, infatti, non è necessariamente un elemento da eliminare: se correttamente posizionato e gestito, può diventare una risorsa per il futuro dell’albero.

Pensiamo, ad esempio, a una branca primaria ormai esaurita, che dovrà essere progressivamente sostituita. Invece di aspettare il momento in cui quella branca dovrà essere completamente asportata, possiamo individuare con anticipo un succhione in una posizione funzionale, allevarlo e guidarne lo sviluppo. Attraverso una corretta gestione possiamo arrivare, nell’arco di circa 3 anni, ad avere una nuova struttura pronta a prendere il posto della branca ormai compromessa.

Nelle immagini vediamo proprio questo percorso: un albero prima dell’intervento e dopo un taglio di ritorno su una branca primaria, eseguito su un succhione precedentemente allevato.
Il taglio è quindi una sostituzione programmata della struttura, che mantiene la continuità funzionale dell’albero e accompagna progressivamente il passaggio dalla vecchia branca alla nuova.
Questo è uno degli aspetti più affascinanti della gestione dell’olivo: potare vuol dire soprattutto capire cosa conservare, cosa allevare e cosa potrà diventare importante domani, più che decidere solo cosa eliminare.
E proprio osservando la risposta della pianta a settembre possiamo iniziare a capire se la potatura invernale ha raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati: più che “quali succhioni devo togliere”, la domanda giusta è spesso “quale futuro sto costruendo per questo albero?”
Se questo tema vi interessa, è in programma un approfondimento direttamente in campo, dedicato alla potatura verde dell’olivo: osservare gli alberi, riconoscere gli errori della potatura invernale, leggere la posizione dei succhioni e capire quando un succhione può diventare una vera risorsa per il rinnovo della struttura.
Domande frequenti
Perché a settembre bisogna guardare anche ai succhioni, e non solo ai polloni alla base?
Perché i succhioni sviluppati durante la stagione raccontano l’esito della potatura invernale: il loro numero, la vigoria e la posizione indicano se l’equilibrio vegetativo della pianta è stato alterato o se i tagli invernali sono stati gestiti bene.
Un succhione va sempre eliminato?
No: se si trova in una posizione utile e viene gestito con criterio, un succhione può diventare una risorsa, ad esempio per sostituire in anticipo una branca primaria ormai esaurita.
Quanto tempo serve per sostituire una branca con un succhione allevato?
Con una gestione corretta, circa tre anni: il tempo necessario perché il succhione allevato diventi una nuova struttura pronta a prendere il posto della branca compromessa, mantenendo la continuità funzionale dell’albero.
Cos’è un taglio di ritorno su branca portante?
È il taglio con cui si asporta la vecchia branca esaurita nel punto in cui è stato preventivamente allevato un succhione, completando la sostituzione programmata della struttura.
Testo scritto da Gianni Santilli.
“Le persone al centro, le macchine al servizio”

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